6) Twitter: tutti possono seguire, diffondere e conversare, se l’evento vale il loro tempo. Twitter, con l’hashtag #ebooklab, si è dimostrato il vero collante della conversazione in diretta, più di Facebook o dello streaming (disclaimer: io non credo nello streaming, se non in versione artigianale e zero cost, come abbiamo fatto a Rimini; davvero, i numeri ex-post non valgono un investimento professionale per la diretta). Marco, per esempio, da remoto ha creato un ottimo post sui temi trattati. Riconoscere e valorizzare tutti i migliori contributori alla conversazione, usando l’account ufficiale per riconoscere e diffondere i contributi dei partecipanti o delle discussioni di persone non fisicamente presenti, è un obbligo morale. La voce narrante non deve essere ingessata, ufficialosa. Deve parlare la lingua dei partecipanti, favorire gli incontri. Deve dare spazio anche alle voci critiche. Il twitter-wall è uno strumento per animare l’evento, ma non è l’evento, non può avere lo stesso spazio del relatore. Non va posto a fianco ai relatori, ma deve essere messo nel loro campo visivo, in modo che possano avere un feedback, se lo vogliono.
– #ebooklab e dieci consigli per eventi di successo, nel 2011 | [mini]marketing